martedì 22 maggio 2007

Mi ritrovo improvvisamente di fronte a qst grande tronco d'albero ke da uno strapiombo del bosco fuoriesce e rimane sospeso per aria. Salgo e comincio a camminare...guardo giu'....da qui è altissimo! Sotto c'è il fiume, ke scorre imperturbabile, di fronte l'altra parte di bosco ke nn posso raggiungere col tronco sospeso. Alla fine del tronco trovo lei... è bella, vestita di seta bianca ma ha i capelli biondi e lisci molto leggeri. guarda avanti con sguardo tranquillo, sereno. dietro di me compare lui... il suo ragazzo. guarda verso l'alto come se fosse distratto da altro, dai suoi pensieri. Ed ora ecco ke lei sokkiude gli okki e si lascia andare, giu', rilassata nel fiume. Lui rimane li senza accorgersi di nulla. La guardo cadere e mi lancio ank'io, ma ho molta paura e mi ritrovo a cadere in acqua seduto su una sedia quasi per proteggermi dall'impatto con l'acqua



Sogno

il ritorno di chi non esiste

questa è la mia

Realtà



S.



lunedì 21 maggio 2007

IN BIANCO E NERO
















Ho sognato in bianco e nero. Una notte gelida, una strada deserta di
montagna, tortuosa e coperta di neve, non so dove sono né dove sto
andando. Intorno a me il nulla, tutto nero, solo una luna piena enorme e
luminosissima che si riflette sulla neve. E il silenzio, un silenzio
irreale, ovattato. Sono in moto, e l'unico rumore è quello del motore su
cui sono seduto, senza fretta ma con un senso pesante di ansia che mi
opprime. Ricordo che viaggio per un tempo imprecisato, ore, minuti non
so, il freddo pungente sulla faccia, il rumore del motore e delle ruote
sulla strada. Ad un certo punto, in una curva, scivolo, ma dolcemente,
la faccia nella neve, sento il gelo sulla mia pelle. Una lunga scivolata
e mi fermo sul ciglio della strada, su di un precipizio enorme e immerso
nel buio totale. Mi rialzo, incolume, e riprendo il viaggio, non so
perché, non so verso dove...

F.C.C.

martedì 15 maggio 2007

METAMORFOSI VEICOLARE

sicuramente la città non era la mia, come in tanti sogni che faccio, ma gli oggetti erano i miei e i luoghi domestici non erano nuovi, le persone conosciute ma dai volti sfocati. nella prima parte con altre persone riuscivo a riaprire (direi senza sapere) un centro frequentatissimo da giovani, che era stato chiuso dalla polizia anni prima per nn so quale motivo, ci riuscivamo quasi casualmente. per festeggiare li porto a casa mia (di mio era solo il pc) e faccio vedere un corto (che davvero ho visto pochi giorni fa). poi usciamo a festeggiare io e una ragazza, ognuno con la sua macchina, e io la perdevo nel traffico, poi la calma, restiamo soli su due biciclette, la mia una graziella senza freni, e camminando camminando quasi come se il movimento diventasse asimmetrico ritrivandomi a spingere col destro un monopattino rosa mi ritrovo a guardarmi mentre ci allontaniamo direzione napoli.

(semisognatoreavita)

venerdì 11 maggio 2007

RISVEGLIO

Al risveglio c’era penombra estiva

e sotto la sedia dei nostri vestiti alla rinfusa,

le tue scarpe, le mie preferite, quelle da ragazzo.

Vuote di te, non scelte per l’uscita.

Lasciate al mio primo sguardo per regalo.

Dicono che ci sei, che mi hai dormito accanto

e del tuo ritorno, del sorriso che avrai e bacerò.

Senza paura.

Stanchezza solo quella giusta, che non dispera

e si ripara tra le tue braccia, a sera.



(Rossella Tempesta)

giovedì 10 maggio 2007

SOGNI

Beati gli insensibili alla malinconia
quelli che stanno brindando alla mia
e mangiano dei gamberi in salsa di coriandoli
soffiati da un sassofono che forse fa del jazz
ma solleva anche tutta polvere dell’osteria
e fa friggere le antenne alle spie
zittisce i bambini
anche i più cattivi
la verità sparisce dai gradini
sotto il portico restano cocci di bugia,
così che i sogni s’infilano come soldi
nelle fodere dei cappotti
dalla fessura scucita ci passano quasi tre dita
per poco non cadono nel bosco del povero
vicino al custode ringhioso e spelacchiato
ho nelle pupille la luce dei neon
e l’autobus che ha un solo passeggero
si è fermato e mi ha aperto la porta
non lo sai che alcuni sogni da sveglio non li ricordi
quando apri di colpo gli occhi
si sono già diradati
apparentemente bruciati
e invece rimangono
sospesi in un angolo
insieme al respiro notturno di chi si è alzato

(testo: S.Bersani)
(disegno:A.Placucci)

TRISTEZZA

...Da soli si fugge
per non tornare mai più
per non essere nulla
per non avere nulla
ma solo possedere
tutti
i sogni sognati

Tramonta già il sole
su un sogno finito
su un sogno mai stato
su noi che non siamo
su te che sei
già lontana da me.

(P.Pacione)




domenica 6 maggio 2007

La grande onda



E' successo giusto due giorni fa, ho sognato come spesso mi capita di trovarmi insieme al mio ragazzo su una spiaggia, una grande insenatura contornata da rocce e verde sull'oceano... una bellissima sensazione di libertà, lascio le mie cose vicino alla riva e mi allontano verso la fine della spiaggia, cammino sulla sabbia lontana dal mare, guardandolo. La temperatura non è torrida anzi... il vento raffredda i raggi del sole. La spiaggia è popolata di gente che tranquilla si gode il mare il vento e il sole...io guardo e cammino... poi accade che le onde si ingrossano e riempiono la grande spiaggia d'acqua, tutti si ritrovano a nuotare e le cose precedentemente poggiate sulla sabbia galleggiano sulla grande onda... la sensazione non è mai di angoscia, ma di stupore, di meraviglia... con l'acqua fino al petto seduta alla fine dell'insenatura sabbiosa inondata, con la schiena poggiata sulla roccia penso alle mie cose disperse nell'acqua e come per magia vedo galleggiare verso di me il mio portafogli, lo prendo e dentro c'è tutto: carte e documenti; lo guardo e non ci credo che in quel grande oceano mi è tornato indietro il mio portafogli... mi volto verso il mio ragazzo seduto accanto a me mostrandogli il portafogli ritrovato con meraviglia, ma lui continua a guardare la grande onda rapito e affascinato.